La Stampa Alternativa

La Stampa AlternativaNel 1966, prima del servizio di leva, lavorai brevemente con un mio cugino geometra. Operavamo nella zona Torre in Pietra, Maccarese, Fregene… Io reggevo la staffa numerata, e lui da lontano leggeva i suoi dati che annotava in un libretto. Poi, finita la giornata (Alle 13:00), andavamo a casa di sua madre (A piazza Ragusa) che ci preparava un grande pranzo, e mentre lui dopo faceva la pennichella, io mi mettevo al banco da disegno e trasferivo tutti i suoi dati su un foglio di carta lungo, con un Rapidograph, creando un diagramma visivo dei suoi prelievi. Questo foglio poi era copiato con la cianografia, per crearne varie copie da distribuire a chi dovute.Il sistema mi piacque tanto, e cominciai a fare copie cianografiche dei miei disegni che facevo all’epoca, fumetti e caricature, e poster con gruppi musicali come i Beatles, gli Stones… Monocolore, si poteva stampare in uno di tre colori, nero, blu scuro, o ambra scura. Il sistema era molto più pulito del ciclostile, che avevo usato anni prima, e la cianografia permetteva di stampare formati grandi a basso costo.Finito il servizio militare, grazie a Stefano Leoni, conobbi un gruppo di Cileni (René Olivares e moglie Gloria (e figlio Renato), Eugenio Garcia e moglie Annamaria). Passai ore e ore disegnando con René, nel loro appartamento in via Urbana, ascoltando musica e fumando una canna dopo l’altra, ci scambiavamo il foglio per intervenire nel disegno dell’altro, creando dei lavori a inchiostro molto intricati… A quel punto, Fabio Ciriachi, che lavorava con Ciao 2001, compose un servizio fotografico per un articolo di Emanuela Moroli su di noi intitolato “Tutti insieme armoniosamente”, nel quale ci descrivevano come una comune hippie, e adottammo il nome “Amauta Shilom”, titolo che avevamo dato a una serie di cinque pagine formato poster che avevamo disegnato. Dopo, Emanuela creò un inserto per la rivista, intitolato HIP (Stampa Underground), utilizzando disegni di René e miei, con poesie di Fabio, e altri contributori, descrivendolo come “Il primo giornale underground”.Con Mario Carboni, che avevo conosciuto al baretto vicino all’Istituto d’Arte di Roma in via Conte Verde, diventammo molto amici e ci si frequentava spesso… con amici in comune dai diversi giri di conoscenze, tutti i freak Romani, di Campo de’ Fiori, Piazza Navona, Via Margutta, Piazza di Spagna e Trastevere. Alberto Gasparri passò la sua casa a Piazza de’ Renzi quando se ne andò a vivere a New York, a Jorge Giannoni, un filmografo sudamericano, Jorge Denti, Vaporetto, Mario e altri, che formarono “La Comune” di piazza de’ Renzi. Io non ne facevo parte, ma ci passavo il tempo, facendo nuove conoscenze, suonando musica, disegnando, o discutendo i fatti politici mondiali del tempo, o, girando per Roma tutti in troupe, con macchine da ripresa (Giannoni stava girando un film intitolato “Molotof Party”), e fumando tanto hascisc… Vaporetto m’insegnò la serigrafia e con lui producemmo un poster per un “Festival of Magic” da tenersi a Panarea, che fu distribuito per Roma.Non ricordo da chi partì l’idea di fare un foglio stampato, ma assieme creammo “La Comune” (Poi diventato “Il Manifesto”), un lungo foglio stampato da un solo lato, utilizzando la cianografia, piegato a fisarmonica per creare le ‘pagine’… foglio decisamente di carattere politico, che dava supporto alle rivoluzioni sudamericane, le Pantere Nere negli SU, e tutti i movimenti rivoluzionari europei, con slogan, e tanti disegni, contribuiti da tanti… Si disegnava il ‘lucido’ (una carta semitrasparente) tutto a mano, perfino i caratteri di stampa, occasionalmente usando lettere trasferibili per i titoli.Nel 1969 esistevano varie comuni in giro per Roma, ed io passavo il mio tempo con vari gruppi, oltre Amauta Shilom e la Comune di Trastevere, frequentavo la comune di via Giovanni Lanza, dove vivevano Fabio Ciriachi e la compagna “Petta” (Amalia) Vingelli, con “Stefanino” d’Errico, Aldo Piromalli, Stefano Leoni, e altri. Con loro cominciammo un foglio che intitolammo MOTHER (Titolo completo era: A Little Job For Mother & her Friends, dove la parola “job” era scritta con i caratteri del logo delle cartine omonime) nel 1970. MOTHER poi divenne “MADRIA … Tutti assieme si disegnava i lucidi tutta la notte, poi all’alba si usciva tutti assieme, si compravano i cornetti appena sfornati, poi si finiva andando a suonare da qualche parte, (Al Giardino degli Aranci vicino al Circo Massimo, perfino al Foro, seduti sulle colonne smozzate, cosa allora permessa)…Da “HIP”, a “Il Manifesto”, a “Madria”, il mio percorso nel campo della stampa alternativa, o, stampa underground Romana fu breve. Percorso che sicuramente avrei proseguito se non avessi deciso di lasciare l’Italia nel 1971, per seguire il mio sogno, di conoscere la California, e San Francisco.

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6 risposte

    1. Pino, ma ogni volta che la webmaster trasloca un vecchio post, dobbiamo mettere noi un link?
      N’n ho capito…

      1. per i vecchi post direi non ci sia bisogno di link. dovrebbero andare automaticamente nell’elenco “i miei articoli”. almeno spero.

  1. Immagino che tutto ritorni dai tuoi preziosi quaderni completi di nomi, date e indirizzi.
    La memoria è un di più. Grazie per questi tuffi nel passato.

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